Saturday, December 03, 2005

in fila al BJ... questa ve la devo raccontare

Venerdì sera, come da routine al BirgerJarl.
L'ingresso è gratis per gli studenti, a parte i 3 euro di guardaroba; come da copione si beve qualcosa prima di entrare (visti i prezzi proibitivi delle bevande al di fuori della Nations);
come da copione io sono in ritardo e sono in fila alle undici di sera mentre gli amici miei son già dentro.
Poco male.
Di fianco a me fan la fila tre simpatici svedesi, di cui uno è - come prevede il copione svedese - abbastanza sbronzo.
Io - sobrio e per questo abbastanza bastardo - inizio immediatamente una conversazione sul colore del castello di Uppsala, che per la cronaca è rosa.
Si, avete capito bene, un castello ROSA. Ma come cazzo si fa...

Io dunque ironizzo sul grand'uomo che fece costruire il castello, e a quel punto il vichingo mi spiega con passione che questo personaggio era sicuramente un Vero Uomo; infatti, solo un uomo sicuro dei suoi attributi poteva far tingere un castello di rosa, perchè era sicuro che nessuno avrebbe mai osato contestarglielo.
"Makes sense..." rispondo io, con una faccia falsamente pensierosa.
Gli domando a quel punto se conosca questo grande uomo. Lui risponde che è morto circa 500 anni fa.
La conversazione sembra oramai giunta al termine, ma il mio nuovo amico mi spiega che per Uppsala si aggira un pazzo che crede d'essere colui che fece costruire il castello, indi il legittimo proprietario. Mi spiega che se mai dovessi osar pisciare sul suddetto castello, questo pazzo cercherebbe di darmele di santa ragione.

Il vichingo è così gentile da dirmi anche il nome del pericoloso soggetto: Anders Björk.
"Ah, Björk... come la cantante" mi limito ad aggiungere alla preziosa informazione.
"Si, esatto! Anders Björk... è pazzo, è PAZZO! Stacci attento, è completamente suonato".
A quel punto, la ragazza che fa la fila davanti a noi si gira, guarda il tipo con un'espressione mista a imbarazzo e disprezzo, e ci fa:
"è mio padre".
Ho riso per il resto della serata...

E con questo concludo ;)

V.

Thursday, December 01, 2005

viaggio nelle Repubbliche Balitiche

E finalmente il primo viaggetto da quando sono in Svezia.
Le scadenze universitarie non permettono una grande mobilità, ma non appena vedo che è stato annullato un seminario di Diritto Comunitario, senza indugi si prenota la nave per Tallinn (Estonia).
Uno, due, tre, partiti!

Compagni di ventura: Philippe - un mio amico francese - e Nell - amica francese di Philippe di fiere origini polacche, che ho conosciuto la mattina della partenza.




Dopo una notte di nave, Tallinn si presenta... un po' artificiale. Il centro storico è bello, ma tipicamente turistico, pulito, quasi leccato, i camerieri parlano inglese... no, qualcosa non torna :)
Momento clou della visita, una chiesa ortodossa, davanti al Parlamento dell'Estonia - un orribile edificio rosa...

Alle sei di sera siamo sul bus per Riga (Lettonia), dove ci attende il nostro ostello.
La mattina prendiamo il treno e facciamo un giro per i paesini li attorno.
Appena saliti sul treno, abbiamo un assaggio di quello che ci aspetta. La carrozza è vecchia, rumorosa, ci si siede su delle panche in legno. La Freccia del Sud a confroto è uno Yacht.
Ed è fuori dal centro della città che la storia si fa leggere. Lontani gli stupidi negozi per turisti, i Guinness Pub, i locali affollati da spedizioni punitive d'italiani, il paesaggio che attraversiamo rivela l'anima povera delle Repubbliche Baltiche.
Quanto s'impara guardando dal finestrino d'un treno...
Baracche fatiscenti, vecchi palazzi, fabbricati industriali sovietici, stazioni che credevo esistessero solo nei film degli anni '50. E le strade che collegano le città principali sembrano una qualunque stradina provinciale sarda. E poi la gente negli autobus, difficilmente abbassano lo sguardo, popolo fiero, non vivono in un mondo dove tutto sembra essere perfetto, non sono gentili, son diffidenti, rispetto per rispetto, la povertà lascia segni profondi.
L'Europa dell'Est ha veramente un fascino tutto suo.

Tornati a Riga, quello che abbiamo intravisto di scorcio si concretizza nel Museo dell'Occupazione. La lunga lotta per l'indipendenza della Lettonia è ampiamente descritta. Non c'è da stupirsi dei cattivi rapporti con la Russia...

Dopo Riga, si fa rotta su Kuldiga, che, a detta della guida di Philippe, è uno dei paesi più belli della Lettonia. Fatto sta che ci ritroviamo in una stazione di autobus nel bel mezzo della campagna, col pazzo del villaggio che ci ha preso di mira e ci prende di continuo per il culo, e la cosa non fa che aumentare il nostro buonumore :)
Poco male, tanto siamo di strada per Ventspils, dove vivono due amiche mie lettoni.
La città è una città di mare, arricchitasi col porto, è un posto piacevole, che sicuramente rende di più in estate che non con la neve, ma ha comunque il suo fascino.

Memorabili le battaglie a palle di neve e i miei patetici tentativi di pattinare sul ghiaccio (ci riuscirò un giorno...).
Memorabile vedere neve sulla spiaggia!

Al ritorno, si prende la nave da Ventpils a Nynäshamn, città poco più a sud di Stoccolma.

Col proposito di tornarci, l'Europa dell'Est lascia sempre un buon ricordo...

Friday, November 18, 2005

School Disco Party

Ma si, aggiorniamo il blog.
Non ho voglia di annoiare nessuno con le cronache dei corsi. Assolutamente no.
Preferisco postare le foto di uno "School Disco Party", un festa a tema che ricalca un club di londra, dove la divisa d'ordinanza è camicia bianca e cravatta (camicia che va tirata su per la fanciulle), con gonnellina extra corta per le ragazze e pantaloncini cretini per i ragazzi.
In pratica, la realizzazione delle fantasie maschili su Britney Spears.
La gonnellina e i pantaloncini corti (Angus Youg docet) ce li risparmiamo, visto il freddo.

Ah, questa settimana NEVICA! BELLO!
A presto le foto...

Alla prossima.


bel paese l'Inghilterra! (notare la tipa a destra...)


notare gli addobbi della festa sullo sfondo... belli eh?


Irlanda ti amo...

Monday, October 24, 2005

il Municipio di Stoccolma

Nonostante la serataccia di sabato alla Norrlands Nation (che mi rimarrà stampata per un bel po', a parte forse il tipo che ha provato a rimorchiarmi - al quale ho scroccato un drink), ho la forza di alzarmi presto per prendere il primo autobus per Stoccolma.

La simpaticissima nonchè splendida Sofia (foto a destra) mi fa sapere che oggi lavora come guida turistica al municipio di Stoccolma, posso non aprofittarne? Anche perchè così mi son scroccato il biglietto ;)

Si tasta con mano, fra le altre cose, la fame di donne dei cinesi. L'attrazione preferita dai turisti non sembra essere il palazzo, bensì la guida. Appena la fanciulla si presenta, subito si crea una fila per fare le foto con lei. E come dargli torto del resto?

Ma torniamo seri, suvvia...
Nonostante lo scetticismo verso l'architettura svedese, l'interno del municipio si rivela una splendida sorpresa! La parola chiave sembra essere asimmetria, in totale contrasto coi nostri canoni architettonici. Ma la modernità svedese rivela un gusto inaspettatamente gradevole, pulito ma non asettico, colorato, vivo, diverso, irriverente e capriccioso a volte, ricco di simbolismi e ironia; ad esempio i finti "rattoppi" sui muri esterni, come se il municipio (che non ha cent'anni di vita) avesse incassato diverse cannonate...

Vengo curiosamente a sapere che Birger Jarl è il nome del fondatore di Stoccolma. Ma ce lo vedete un locale a Roma che si chiama "Romolo e Remo"? Mah...

Dalle Bionde Vichinghe Terre è tutto (per ora)

V.





La "sala dorata", si presenta suggestiva, colorata, piena di mosaici; sulla parete di fronte troneggia una rappresentazione al femminile della potenza svedese (foto sotto)





Sunday, October 23, 2005

venerdì sera al Birger Jarl

La serata comincia alla Värmlands Nation, frequentata da tanti studenti (specie studentesse) di economia e felicemente conosciuta come "il mercato della carne".
Serata carina, si balla, ci si prova con una tipa piuttosto carina dai lineamenti orientali, che ad un certo punto mi fa "senti, devo andare in bagno, mi aspetti qui?" e poi tanti cari saluti.
La serata finisce all'una, ma il sottoscritto italiano e altri tre francesi sono abituati a ben altri orari.
A questo punto mi viene la brillante idea: andiamo a quel locale vicino al castello, vediamo se è aperto... E' aperto!
Si chiacchera con due ragazze nella fila, che tutto sembrano tranne svedesi. Una è originaria dello Sri Lanka, e quando le chiedo come mai si trovi in Svezia, mi dice senza problemi di sorta d'esser stata adottata. Che grande paese!
Dopo venti minuti di fila siamo catapultati dentro.
Magia! Il Birger Jarl (BJ per gli amici) è aperto fino alle tre e, udite udite, il venerdì è GRATIS per gli studenti. Ci fiondiamo dentro, il posto è grandioso, affollato e BEN POPOLATO, peccato siamo arrivati tardi.
Venerdì prossimo sarà meta obbligata ;)

io, Philippe e un'interferenza....

io, l'interferenza, e Sidonnie sullo sfondo

Wednesday, October 19, 2005

riflessioni delle 2:47

Ritorno a casa dopo il solito club del martedì alla Snerikes.
Si pedala per due kilometri.

Meno un grado.

Puttana Eva,
MENO UN GRADO.

Difficoltà a respirare, gelo che penetra ovunque, ginocchio sinistro che mi fa un male cane, seguono maledizioni in aramaico antico.
Ci si caga dal freddo. Cosa darei per avere sette gradi o otto. Per dieci mi vendo l'anima al diavolo.

Voi poveri ingenui spaghettari, vivete i vostri miseri inverni nelle vostre case, convinti che quello sia il freddo e il gelo... Menzogna! Falsità!

Accidenti a me quando ho scelto la Svezia...
Siamo a metà ottobre e sto imbaccuccato che manco i pinguini.

Senza contare che poi...
Alba: 7:30; tramonto: 17:30
Ma si può avere l'alba alle sette e mezza?!?

Volevi la bicicletta? Pedala!
E pedaliamo, pedaliamo, pedaliamo, su!

Tuesday, October 11, 2005

primo esame: 91% (Italians do it better)

Una lieta sorpresa mi attende sull'autobus che mi riporta a Uppsala. Una telefonata mi raggiunge notificandomi che...
Il primo esame è stato superato con successo!
Udite udite: 91% che in Italia si traduce in un bel 30 e lode!
La soddisfazione è grande, immensa, irradia un'ondata di piacere. Ah, le soddisfazioni :)
I primi piazzamenti sono tutti italiani! E' la prova provata e riprovata che, come dice il saggio:

Italians do it better!
Gli italiani fanno meglio!

E basta, non voglio sentir scuse/cazzate/piagnistei.
Così è deciso, la corte si aggiorna.

Terminato il delirio, col beneficio della razionalità si programma (ovviamente) una settimana di festeggiamenti. Le visite alle nations si faranno via via più frequenti, gli acquisti compiuti in nave saran messi a frutto. Fra l'altro girava voce che fosse il più difficile dei corsi che mi attendono. Questo Erasmus non sarà niente male...

Qualcuno dei presenti sarà interessato ad una meditazione più accademica. E sia.
Le domande (vedi post precedente, che cazz non fatemi ripetere) erano piuttosto generali; nella maggior parte dei casi, mezza pagina o venti righe sarebbero state più che sufficienti. Si richiedevano due pagine, che ho a stento riempito. Evidentemente: quality, not quantity.

Il fatto che gli italiani si sian "piazzati" primi non è ovviamente casuale.
La mole di lavoro poteva inizialmete spaventare: accantonando per un attimo la difficoltà della lingua, i concetti erano tanti e discretamente approfonditi; uno studio puntuale all'italiana sarebbe stata cosa piuttosto ardua, ma qui non si assegnano pagine da studiare, si assegano pagine da leggere, con la consapevolzza forse che dopo l'esame rimangono soprattutto concetti fondamentali. Sconosciute le "ripetizioni", le insicurezze dell'esame orale, anche se c'è da dire che ai seminari i ragazzi abituati con "l'altro metodo" sanno comunque argomentare, complice la madrelingua, chissà... :)

Lo spazio lasciato alla riflessione personale e all'opinione è ampio e gode del massimo rispetto - cosa che in Italia manca quasi del tutto. Lo studio "a memoria" non è neppure concepito.
Capire, ragionare è naturale e inevitabile. Si maneggiano di più i concetti, ma alla fine del corso - quando il discorso preparato e tutto il contorno, chi se lo ricorda più? - chiunque ha i concetti chiari ed è in grado di ragionarci su un minimo, cosa che nella rinomata università d'eccellenza romana accade molto meno spesso di quanto si creda; si preferisce cullarsi nella retorica, inserirsi nell'ambiente, fare un mediocre salottino intellettuale difendendo l'indifendibile; ci si adagia nel proprio approccio ideologico ai problemi, si sceglie un partito e lo si difende.

Best of both worlds, Van Halen non sbaglia mai...

crociera in Finlandia (we come from fuckin' Finland!)

Miti e leggende aleggiano attorno alle crocere della mitica Viking Line. Ad un prezzo ragionevole, si offre una crocera che parte dal porto di Stoccolma, attraversa tutto il canale (si chiamerà canale poi? boh!), arriva a Helsinki (o Åbo), fa scalo due ore e torna indietro.
Sfortunatamente mi ritrovo solo in quanto l'amico che avrebbe dovuto navigare con me si è ammalato giusto il giorno prima. Ora versa in condizioni pessime, è praticamente sul letto di morte.... No, dai Robè, scherzo :) lo so che ti sei ripreso he he
Buttare i soldi del biglietto mi sembra alquanto cosa fessa, dunque si decide di partire.
Fra l'altro, la crociera in questione è stata resa ancora più economica e conveniente dal fatto che si trattasse di un viaggio organizzato dall'Economikum: per 30 modici eusi si ottiene autobus per il porto, biglietto (inclusa cabina) e uno stratosferico buffet vikingo a bordo. Diciamo che di Finlandia se n'è vista davvero poca...

Il divertimento?
A bordo, che domande.
La lussuosa nave offre club, pub, casino e - udite udite - alcol a prezzi bassissimi (per essere in Svezia, ovvio...). Appena si arriva in acque internazionali, sono aperti i "tax free" office, con una quantità industriale di alcol di ogni genere, sigarette e quanto ancora è tassato dal governo svedese - e tassano tanto, si arriva anche al 40%.

Lo spettacolo offerto non ha rivali: Shakespeare, Pirandello, Mondiali di calcio, fatevi da parte.
Un plotone di simpatiche vecchiette si precipitano immediatamente a comprare litri e litri di vodka, gin, whiskey e quant'altro contenga alcol, senza tralasciare ovviamente le consuete quattro stecche di sigarette.
Io chiudo gli occhi e immagino mia nonna teneramente col Jack Daniel's in mano... Li riapro di soprassalto con un'espressione disgustata, come svegliarsi da un incubo. Superato il disgusto (dato in larga parte dalle vecchie ubriacone) è più che ragionevole fare qualche acquisto, visto il costo dell'alcol qui. Si medita anche una rivendita a prezzo maggiorato... mh...

La nottata scorre piacevolmente al club; la fauna giovanile è rappresentata praticamente solo dai ragazzi di Uppsala, che si conoscono quasi tutti fra loro a parte qualche exchange student cafone e maleducato che s'è infilato senza manco far parte del dipartimento: IO. L'ambiente non è poi tanto diverso da quello delle nations; la nottata è comunque piacevole, si fa qualche conoscenza, fra cui degli spagnoli simpaticissimi, e si medita di tornare il fine settimana, quando ci saranno meno vecchi e più giovani.

Dulcis in fundo, tramonto nel canale di Stoccolma e mattino sul medesimo canale. Parlino le foto.
Abbiate cura....

foto pseudo-artistica, stravaccato nel prato a leggere aspettando l'autobus


stravaccamento capitolo 2